E-cig e sigaretta alternativa detta IQOS

Secondo un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità un fumatore maschio su 4 è un forte fumatore, fuma cioè più di un pacchetto al giorno. Quasi la metà delle donne fuma tra le 10 e le 20 sigarette al giorno.

A questi fumatori si aggiungono inoltre i consumatori di nuovi prodotti. L’1,7% consuma e-cig e l’1,1% fa utilizzo di tabacco riscaldato. I nuovi prodotti tuttavia non cambiano la prevalenza dei fumatori di sigarette che diventano nella maggior parte dei casi consumatori duali, utilizzano cioè sia le sigarette tradizionali che i nuovi prodotti.

Ecco il paradosso:

  • E-cig e tabacco riscaldato nella maggior parte dei casi si consumano insieme alle sigarette tradizionali.
  • Il 5% di chi usa le e-cig non aveva mai fumato.

Il caso della sigaretta elettronica sta sollevando proposte e posizioni varie. In queste contrapposizioni i concetti della dipendenza da tabacco e della cura si confondono in maniera grossolana. La sigaretta elettronica nasce come prodotto per fumatori, in alternativa al tabacco. A un primo esame si poteva pensare che fosse un modo per sostituire la nicotina, conservando la gestualità e l’estetica del fumo di sigaretta, con una miscela meno tossica. Tutta la tossicità dei prodotti di combustione della sigaretta è eliminata, con grande vantaggio nel rischio tumorale del danno all’apparato respiratorio.

La sigaretta ha però una seconda caratteristica, e cioè il fatto che la miscela liquida che viene vaporizzata è “concentrata” rispetto al tabacco, ma anche rispetto al contenuto di nicotina. La maggiore concentrazione rende la sigaretta elettronica meno gestibile, perché l’inalazione ripetuta di “boccate” di vapore nicotinico è seguita da un aumento graduale della nicotina nel sangue. Nell’immediato, i livelli sono bassi, nel fumo elettronico prolungato tendono ad essere uguali a quelli del fumo di tabacco. La possibilità di ottenere dalla nicotina un livello “di picco” desiderabile è minore: per mantenere la nicotina a un livello desiderabile, né poca né troppa, la persona dovrebbe ridurre la frequenza di “boccate”, ma questo è difficile per chi è dipendente. Chi è dipendente tenderà quindi a “tirare” in maniera ripetuta, come farebbe con una sigaretta di tabacco, ma tenderà a far alzare la nicotina fino al punto a produrre uno stato di pre-intossicazione (nausea).Come risultato, la sigaretta elettronica non è un sostitutivo, perché non induce un rapporto uguale a quello della sigaretta di tabacco. Contemporaneamente, il meccanismo di “saturazione” nicotinica che si produce porta a una riduzione della voglia di introdurre altra nicotina, con altri mezzi.

 

PRODOTTI A BASE DI TABACCO RISCALDATO COME IQOS

La risposta della Philip Morris International a un mercato in costante evoluzione è la “sigaretta di tabacco non bruciato” (HNB, heat-not-burn), un ibrido tra e-cig e sigaretta tradizionale, comunemente nota come IQOS (I-Quit-Ordinary-Smoking). È stata lanciata in Italia nel 2014 come paese pilota ed oggi conta 10 milioni di fumatori nel mondo. Si tratta di bastoncini di tabacco usa e getta imbevuti di glicole propilenico, che sono inseriti in un supporto nella sigaretta HNB. La differenza chiave tra una sigaretta tradizionale e una iQOS è che il tabacco contenuto in una sigaretta brucia a temperature superiori a 600°C, generando fumo che contiene circa 4000 sostanze irritanti e tossiche prodotte dalla combustione delle foglie di tabacco. Nelle IQOS il tabacco viene riscaldato a temperature più basse (sotto i 350 ° C) con il vantaggio di generare quantità inferiori di sostanze tossiche nell’aria. La maggior parte dei dati di sicurezza sulle IQOS, che ne attestano un rischio ridotto per il consumatore rispetto alle sigarette tradizionali, deriva da ricerche condotte dall’industria del tabacco. La PMI punta ad una vera e propria strategia di salute pubblica, proponendo l’IQOS come la vera alternativa alla sigaretta e spostando i fumatori da quest’ultima al suo dispositivo. Dietro questa strategia, Philip Morris International sta ampliando il proprio mercato: promuove il suo nuovo dispositivo in occasione di eventi culturali, in convegni medico-scientifici sponsorizzati dalla PMI e nello stesso tempo continua a vendere le sigarette tradizionali. I pochi studi tossicologici indipendenti indicano che le IQOS rilasciano sostanze dannose e potenzialmente nocive, anche se in livelli ridotti rispetto alla sigaretta tradizionale. Uno studio pubblicato su Aerosol Science and Technology per esempio ha confrontato l’aerosol generato dalle IQOS con quello generato dalle sigarette elettroniche (SE) e con il fumo prodotto dalle sigarette convenzionali (SC). I risultati emersi da tale studio indicavano l’assenza di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) nelle sigarette elettroniche e nelle IQOS, ma la presenza in quest’ultime, sebbene in concentrazioni inferiori rispetto alla sigaretta tradizionale, di: black carbon, PM 2.5, PM 10, Acroleina, Acetaldeide, Formaldeide e di metalli pesanti come stagno, alluminio, zolfo e tallio. Pertanto le IQOS non possono essere definite prive di rischio, soprattutto per quelle persone che non hanno mai fumato sigarette prima.