Non è il momento giusto

È vero: non tutti i momenti sono altrettanto adatti per smettere di fumare. In periodi particolarmente stressanti cercare di abbandonare la sigaretta può rivelarsi un boomerang: si rischia di non avere la forza di dare un taglio al fumo, e di compromettere in tal modo la motivazione per smettere. Quindi è bene scegliere con oculatezza il momento per impegnarsi, valutando se in quel periodo ci sono particolari fattori esterni che possono influenzarne il successo. L’importante è che la ricerca del momento giusto non diventi una scusa per rimandare a oltranza, e che una volta presa la decisione di smettere la si persegua fino in fondo.

 

Credo di non farcela, sono troppo dipendente

La dipendenza da nicotina non è semplice da battere ed è tanto più forte quanto più a lungo e più intensamente si è fumato. Su questo non c’è dubbio, ma basta pensare che ogni anno decine di migliaia di persone smettono di fumare per capire che è possibile farcela. Occorre avere una buona dose di determinazione, e l’ideale è farsi aiutare da un professionista. Temere di non farcela ed essere consapevoli della propria dipendenza non è un male né un segno di debolezza. Anzi: è un primo passo per mettere nella giusta prospettiva il proprio rapporto con il fumo e per prepararsi agli inevitabili sintomi dell’astinenza, come irritazione, stanchezza, scarsa concentrazione.

 

Non voglio prendere peso

È vero, quasi tutte le persone che smettono di fumare prendono peso. Tuttavia è importante sapere che non c’è nessun automatismo: se e quanto si ingrasserà dipende più dal modo in cui ci si comporta quando si è lasciata la sigaretta che dagli effetti del fumo. In media, chi smette di fumare prende tra i 4 e i 5 chili di peso nel giro delle prime settimane. Circa il 30 per cento di questo incremento (1,5 kg, in media) deriva dalla perdita degli effetti diretti della sigaretta sull’organismo, in particolare da quelli sul metabolismo basale che lo porta a consumare più calorie. Il rimanente ingrassamento è invece legato al fatto che si tende ad avvertire di più l’appetito. Spesso gran parte di questo aumento di peso nasce dagli spuntini fuori orario con cui si tende a compensare la mancanza della sigaretta, con la gestualità ad essa associata. In molti casi, quindi, la decisione di scegliere per gli spuntini quotidiani alimenti poveri di calorie (come frutta e verdura) può da sola ridurre notevolmente l’apporto calorico aggiuntivo, e con esso l’aumento di peso. Se si riuscisse a cogliere l’occasione per praticare regolarmente attività fisica (bastano trenta minuti al giorno di camminata sostenuta) si potrebbe addirittura scongiurare l’aumento di peso o comunque limitarlo ulteriormente. In ogni caso, anche senza questi accorgimenti, diversi studi mostrano che i chili in più presi nel periodo in cui si è smesso di fumare vengono in molti casi smaltiti nell’arco del primo anno da non fumatori. È quindi bene concentrarsi sul proprio obiettivo e tenere a mente che quei pochi chili si potranno smaltire con calma e che i benefici dello stop al fumo superano di gran lunga il danno dell’aumento di peso.

 

Sto cercando l’occasione buona per farlo

È una condizione comune a molti fumatori cercare un’occasione che motivi a smettere di fumare. Ma basta pensarci un attimo per rendersi conto che la vita è costellata di buone occasioni. Il primo dell’anno, per esempio. Chi non fa buoni propositi per l’anno nuovo? Cominciare l’anno perdendo la cattiva abitudine del fumo è uno dei più bei regali che ci si possa concedere. È anche comodo: per contare i giorni e poi le settimane e i mesi da quando si è lasciata la sigaretta basta guardare il calendario.

Oppure quando si avvicina la primavera: è il momento in cui molti cominciano a pensare a mettersi in forma per l’estate. Adottare un regime alimentare più sano e iniziare a fare attività fisica regolarmente si sposano perfettamente con la scelta di dire addio alla sigaretta. Ne guadagnerà la salute, e ne guadagnerà anche l’aspetto: il fumo, infatti, rende la pelle spenta e opaca. Fa inoltre apparire più stanchi e privi di energia. Smettere entro la primavera, poi, può essere veramente decisivo per chi soffre di allergie che in questo periodo dell’anno danno il massimo dei sintomi, che peggiorano ulteriormente se si fuma.

In estate si può cogliere l’occasione dell’inizio delle vacanze, o farlo per le camminate in montagna o le nuotate al mare che saranno meno difficoltose se non si fuma. E così via: scorrendo il calendario non c’è mese in cui non si possa trovare una buona ragione per fumare. Per non parlare delle grandi occasioni della vita. Quando si desidera avere un figlio, poiché il fumo incide sulla fecondità, o nel momento in cui si diventa genitore o nonno, e la motivazione aggiuntiva per smettere può essere la protezione del piccolo dal fumo passivo, o semplicemente il desiderio di aumentare le probabilità di vederlo crescere per molti anni. O ancora quando si cambia lavoro: diversi studi mostrano che i superiori tendono a vedere con occhio migliore i collaboratori che non fumano. Le occasioni, insomma, non mancano. Basta coglierle. O più semplicemente trovarne una propria.